Salute e atmosfera

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Uno studio recente che ha coinvolto 22 milioni di persone negli USA ha dimostrato che un incremento di 15 μg/m3 (microgrammi su metro cubo) di PM2,5 polveri sottili di diametro inferiore a 2,5 μm (micron) provoca come effetto a breve termine un incremento della mortalità dello 0,61%. Mentre un atro studio su 500.000 persone in aree metropolitane degli USA ha mostrato che un incremento dell'esposizione di lungo periodo alle medesime polveri di 10 μg/m3 determina un incremento di mortalità complessiva del 6% (e, in particolare, del 9% per malattie cardiopolomonari e del 14% per tumore ai polmoni).

 

Altri studi condotti in Europa e anche in Italia hanno dimostrato effetti analoghi. Anche le polveri PM10 (diametro inferiore a 10 μm) determinano un aumento della mortalità a breve (0,31% per incrementi di concentrazione di 10 μg/m3) e a lungo termine. Anche se gli effetti a lungo termine vanno meglio studiati.

Allo stesso modo, è stato dimostrato che in alcune città italiane l'aumento della concentrazione di 10 μg/m3 di ozono, biossido di azoto e ossido di carbonio provoca a breve un aumento della mortalità totale, rispettivamente, dello 0,6%, dello 0,31% e dell'1,2%. Nel lungo periodo si è misurata negli Usa un aumento della mortalità del 4% associata a un incremento di 10 ppb (parti per miliardo) di ozono. A Gehring in Germania è stato dimostrato che il rischio di morire per cause cardiopolmonari tra le donne di età compresa tra 50 e 59 anni che vivono entro 50 metri da strade ad alto traffico aumento del 70% rispetto a quelle che vivono più lontano.

Molto significativi sono anche i dati, per così dire, in negativo. Cosa succede se le emissioni vengono abbattute con adeguate politiche di prevenzione? Uno studio a Dublino effettuato 72 mesi prima e 72 mesi dopo un intervento che ha consentito di far diminuire di 35,6 μg/m3 la concentrazione di black smoke, le morti per cause respiratorie sono diminuite del 15,5% e quelle per cause cardiovascolari del 10,3%.

 

Un altro studio negli Usa ha dimostrato che la riduzione della concentrazione di PM2,5 di 10 μg/m3 determina una diminuzione di mortalità per tutte le cause del 37% e un aumento della vita media di 0,61 anni.

 

Fonte grennreport.it (tratto da "Inquinamento atmosferico e salute umana" un libretto curato da tre ricercatori dell'Unità di epidemiologia ambientale polmonare dell'Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa)

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Piazza al Serchio: -20% sulla tassa rifiuti e sconto del 15% a chi fa compostaggio domestico

 

compostieraA Piazza al Serchio è stato ridotto di quasi il 20% la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per le abitazioni nonostante un nuovo incremento dei costi: la nuova articolazione tariffaria prevede inoltre ulteriori riduzioni per nuclei familiari con reddito Isee di 8mila euro e per singoli residenti unici occupanti ultrasessantenni con reddito Isee di 12mila euro.  

 

E’ già esecutivo un progetto per il compostaggio domestico che vedrà la consegna di oltre 100 compostiere e la possibilità per l’utente che aderisce al progetto di aver fin dal 2010 un ulteriore riduzione della tassa del 15%; e si sta lavorando perché almeno in una parte del territorio sia attivato il controllo del conferimento dei rifiuti tramite l’istallazione di cassonetti con schede personali.  

 

Anche Gallicano C'è ha presentato alla Giunta una richiesta di modifica del regolamento della TARSU che prevedesse una riduzione, anche simbolica (5-10%), della tassa per coloro che fanno compostaggio domestico.


La richiesta è stata rifiutata con 3 motivazioni:

  • i risparmi ottenuti dal minore costo di cobnferimento dei rifiuti organici saranno utilizzati per comprare alle compostiere
  • non è giusto per chi non ha a disposizione una compostiera (in quanto esaurite quelle consegnate dal comune), non poter accedere allo sconto
  • sarà a breve preso in considerazione il passaggio a TIA

 

Dal mio punto di vista la prima motivazione è una scelta che può essere condivisa o meno, io ritengo preferibile premiare i comportamenti virtuosi, piuttosto che cercare di aumentare la copertura delle compostiere con i soldi del comune; e con questo mi riallaccio al secondo punto che invece mi sembra fuori luogo, infatti se c'è una riduzione che incentiva un comportamento virtuoso (che porta a minori costi di raccolta e smaltimento), un privato potrebbe decidere di comprarsi autonomamente una compostiera, senza attendere quella comunale e senza neppureincidere sul bilancio comunale.

 

Per quanto riguarda il passaggio alla TIA (Tariffa di Igiene Ambientale), sono d'accordo solo se verrà scelta per la determinazione della quota variabile, un meccanismo (tariffa puntuale o volumetrica) che premi chi produce meno rifiuti. Di scarsissima utilità invece il metodo presuntivo, che non va a misurare nè in peso nè in volume, la spazzatura prodotta.

 

 

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Interessante comunicato dei Comitati Ambiente e Salute dei Comuni di Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca

QUELLO  CHE  I  COMITATI  SOSTENGONO

DA  TEMPO,  SI  STA  AVVERANDO 

L’INCENERITORE  A  BIOMASSE DELL’ALCE POTREBBE  DIVENTARE,  A  BREVE, UN INCENERITORE  DI RIFIUTI INDUSTRIALI E URBANI 

È DI QUESTI GIORNI LA NOTIZIA CHE LA CENTRALE A BIOMASSE DI SCARLINO (GROSSETO) È STATA AUTORIZZATA AD USARE CDR (COMBUSTIBILE DA RIFIUTI) 

Apprendiamo dal “Il Sole 24 Ore” del 21 aprile 2010 che Scarlino Energia è stata autorizzata ad usare il CDR. Scrive il giornale: “L’entrata in esercizio di questo impianto – dichiara il presidente di Cispel (Associazione regionale delle aziende di servizio pubblico)- potrà contribuire al recupero di rifiuti speciali, visto che ben presto, anche in Italia, dovrà entrare in vigore la direttiva comunitaria che vieta il conferimento in discarica dei rifiuti combustibili”. 

LE GRANDI CENTRALI A BIOMASSE CHE I PRIVATI STANNO PROPONENDO AGLI ENTI LOCALI, PER LUCRARE CON  I CERTIFICATI VERDI, NON  RISPONDONO A LOGICHE DI FILIERA E IL LORO PROLIFERARE CONDUCE INEVITABILMENTE AL REPERIMENTO

SUL MERCATO ESTERO DEL   LEGNO DA BRUCIARE

E ALL’UTILIZZO DI COMBUSTIBILE DA RIFIUTI  

È RECENTE LA CONCLUSIONE DEL PROCESSO A CARICO DELLA CENTRALE A BIOMASSE LEGNOSE DI BANDO D’ARGENTA (FERRARA)

PER EMISSIONI FUORI LEGGE, COMBUSTIONE NON AUTORIZZATA DI RIFIUTI E FALSIFICAZIONE DI DATI SULLE EMISSIONI 

La centrale a biomasse di Bando d’Argenta era presa da esempio sia dalla giunta provinciale di Ferrara che a suo tempo l’aveva approvata e voluta, sia dalla proprietà aziendale che aveva portato alcuni esponenti politici di altre province in “gita” alla centrale di Bando per ribadirne i miracoli (proprio come è successo quando alcuni assessori di Bagni di Lucca sono andati in “gita” a Rende per apprezzarne il miracolo/barzelletta delle “emissioni zero”). 

Da “il Resto del Carlino” del 6 dicembre 2006 e del 28 marzo 2009 si apprende che la centrale elettrica alimentata a biomasse di Bando d’Argenta è un impianto da 80 milioni di euro, che produce 22-24 megawatt all’ora, dà lavoro a 50 persone e luce a circa centomila. La struttura è di proprietà dell’azienda San Marco Bioenergie. La centrale fu sequestrata il 5 dicembre 2006 dai carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) di Bologna che avevano riscontrato macroscopiche irregolarità nelle emissioni e fu scoperto che l’impianto usava combustibile non conforme a quello autorizzato. I valori di emissione in atmosfera, misurati con sensori collocati ai vari camini, risultavano di gran lunga superiori a quelli previsti dalle tabelle normative. I valori erano stati poi modificati con interventi sul sistema informatico usato per la rilevazione e il monitoraggio dei flussi in uscita. La centrale registrava i dati delle emissioni autonomamente e li trasmetteva agli organi di controllo competenti (come succede anche all’Alce).  

Quella centrale, che doveva bruciare esclusivamente legna vergine e scarti di produzione alimentari e agricoli, aveva invece incenerito anche rifiuti non consentiti. Non avendo sufficiente combustibile, l’impianto bruciava materiale in legno trattato (cioè rifiuti) sforando così ampiamente i limiti di legge, in quanto entravano nel forno vernici, solventi, fertilizzanti, residui plastici e tanto altro. Il tutto – come riporta l’avviso di conclusione indagini – “al fine di conseguire un ingiusto profitto”.  

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La raccolta firme per i referendum sull'acqua pubblica parte con il botto

Acqua

E' andato oltre alle più rosee aspettative perfino del Comitato promotore: i referendum per l'acqua pubblica sono partiti in modo straordinario. Sono infatti state raccolte oltre centomila firme nel fine settimana dedicato alla ricorrenza della Liberazione.

 

C'è stata una risposta di massa dei cittadini che sono accorsi nelle piazze italiane e nei tantissimi luoghi in cui erano situati i banchetti, per andare ad apporre la firma a favore dei tre quesiti sull'acqua pubblica. Le oltre centomila firme raccolte rappresentato un numero più che raddoppiato rispetto all'obiettivo che il Comitato promotore nazionale si era dato alla vigilia del lancio.

 

La risposta positiva è venuta sia dai grandi centri urbani sia dalle realtà minori: 10mila firme raccolte a Roma, 4mila a Torino, 3500 a Bologna, 2500 a Milano, 4200 firme a Savona e provincia, 2mila firme a Latina e Modena, oltre 1500 ad Arezzo e Reggio Emilia. Ottima la prestazione complessiva della Puglia dove sono state raccolte oltre 12mila firme in un solo giorno.

 

Considerato che tutta la "macchina organizzatrice" deve ancora arrivare al top della sua efficienza, i promotori possono essere soddisfatti. Tra i firmatari moltissimi amministratori e sindaci tra cui quelli di Ravenna ed Arezzo (entrambi Pd), mentre in Molise è stata registrata la firma di monsignor Giancarlo Bregantini (Arcivescovo metropolita di Campobasso) in rappresentanza dei 4 vescovi delle diocesi della provincia.

 

«Siamo di fronte ad un vero e proprio risveglio civile- hanno dichiarato dal Comitato promotore nazionale del referendum- un risveglio che parte da associazioni e da cittadini liberi, un risveglio che parte dall'acqua».

 

Fonte greenreport.it

 

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Nuove tariffe 2010 per diritti di segreteria

ComuneGallicano_TariffeAmministrative_2010

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Servizio illuminazione cimiteriale

Quota annua per cimiteri capoluogo e frazioni € 12,50

Quota allaccio € 15,00

Quota servizio € 1,10

 

Le tariffe sono soggette ad I.V.A. di legge

Diritti di segreteria

ComuneGallicano_TariffeAmministrative_2010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aggiornamento Aprile 2010

Tariffe

Delibera numero 035 del 22/04/2010

APPROVAZIONE MODIFICHE AGLI IMPORTI DEI DIRITTI DI SEGRETERIA.
 
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Delibera numero 034 del 22/04/2010

DETERMINAZIONE TARIFFE SERVIZIO CIMITERIALI
 
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